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Orari della Libreria San Benedetto:
dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 18:00

 

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XII edizione della Fiera della Maddalena

Sabato 10 giugno, dalle ore 15.30 a mezzanotte, torna la vivacissima Fiera della Maddalena nel quartiere omonimo del centro storico di Genova.
 
Le piazze e le vie della Maddalena si animeranno di giochi, canti, musiche, letture, laboratori artistici e scientifici, mostre fotografiche, danze, spettacoli di teatro e tanta musica. 
Tutte le attività saranno gratuite e rivolte a bambini, famiglie o semplici cittadini curiosi.

A coordinare e realizzare l'evento sono i volontari di varie associazioni del territorio (GLAM), gruppo di lavoro associativo della Maddalena con l’attiva collaborazione di tantissime altre realtà cittadine che contribuiscono a rendere la Fiera della Maddalena sempre più bella, colorata, ricca e multietnica.

Anche la cooperativa parteciperà alla manifestazione come parte integrante della vita del quartiere!

 

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Incontro con Anna Maria Santoro attivista di Addiopizzo
Per i dettagli cliccare sulla locandina

 

Ieri notte, con un azione militare, è iniziato lo sgombero forzato del Laboratorio Sociale Occupato Buridda.
Il dialogo e il confronto ancora una volta schiacciati sotto gli stivali delle forze del dis-ordine.
Non è accettabile che con un colpo di mano, come al solito, pochi decidano la sorte dei molti.
Il comune dice di non sapere nulla. Un sindaco che non sa nulla di un’azione del genere, non è un sindaco. Beh adesso lo sa.
Se è vero che il comune e il sindaco Marco Doria hanno affermato di riconoscere il valore dell’aggregazione e dell’autogestione riconsegnino il Laboratorio Sociale Buridda a chi ha provato, se pur con mille contraddizioni, a viverlo.
Chi ha il coraggio di farlo deve dire da che parte sta manifestando chiaramente le proprie intenzioni.
Marco Doria ha più volte detto di voler essere il sindaco di tutti, e allora cominci a farlo, nella chiarezza.
Si possono muovere tutte le critiche che vogliamo su come i centri sociali sono vissuti e gestiti.
Si può fare di meglio? Sicuramente!
Questo, però, non è certo il momento per aprire una discussione su questo.
Questo è il momento per dire che, tutti, insieme, dobbiamo interrogarci su che cosa abbiamo fatto e su che cosa si potrà fare affinché continuino ad esistere luoghi dove la solitudine dell’essere umano possa trovare sfogo ed essere vissuta con gli altri nella creatività e nella condivisione, al servizio, per noi stessi e per gli altri.

Libreria San Benedetto – La Lanterna Società Cooperativa Sociale ONLUS

“Siamo realisti, esigiamo l’impossibile”
Ernesto Guevara

 

 

"Se mi condannano per istigazione alla violenza non farò ricorso in appello. Se dovrò farmi la galera per avere espresso una opinione, allora la farò".

"Per uno scrittore il reato di opinione è un onore."

-Erri De Luca

Il 5 giugno presso il Tribunale di Torino si terrà l’udienza preliminare del processo allo scrittore Erri De Luca per istigazione al sabotaggio in merito alla questione Tav.
In tutte le regioni d'Italia il 4 Giugno associazioni , librerie, auditorium, teatri,sosterranno Erri De Luca organizzando eventi e letture.

ADERIAMO ANCHE NOI!

Ci diamo appuntamento Mercoledì 4 Giugno dalle ore 18.30 presso la Libreria San Benedetto per stare insieme. Invitiamo tutti a portare un contributo...)

Inoltre come Libreria San Benedetto ancora più forte è il nostro sostegno nei confronti di Chiara, Mattia, Claudio e Niccolò.
Ancora in carcere ed imputati per un reato che probabilmente non hanno neppure commesso, e che se anche fosse stato commesso da loro li vede sottoposti a un regime di alta sorveglianza, un 41bis di fatto. 

 

 

La Libreria San Benedetto è lieta di invitarvi all’incontro con Davide Cerullo, autore del libro “Ali bruciate – i bambini di Scampia”.
Il dibattito avrà luogo venerdì 28 Febbraio alle ore 17.00 presso l’Auditorium dell’ex Manifattura Tabacchi - Biblioteca Bruschi - a Sestri Ponente.
Il tema è il disagio sociale di un territorio difficile e le alternative di riscatto.

Vi aspettiamo

 

 

 

 

“Pax” fatta! L’accordo è stato raggiunto
A noi l’accordo che è stato raggiunto e come è stato raggiunto non ci convince anzi ci pare uno schifo e una buffonata.
Di sicuro un accordo c’è, ma il problema rimane.
I contrari all’accordo (interni all’Amt) lo chiamano “accordo salva stipendi”. Gli stipendi di chi? E di che cifre si parla? Di sicuro non quelli degli autisti.
I sindacalisti costretti a scappare dalla sala chiamata.
Anche perché una votazione come quella che c’è stata lascia molti dubbi. Forse qualcuno avrebbe voluto pensarci un po’ meglio, ma era una minoranza e le minoranze non contano. Ma lasciamo stare, questa è retorica.
Il sindaco Doria ha assicurato che Amt resterà di proprietà del comune (almeno fino al 2015).
Da sinistra le critiche che arrivano al sindaco sono di eccessiva timidezza, dalle pagine del Manifesto lo storico Marco Revelli gli manda a dire “Ci hai deluso, dovevi metterti alla testa degli scioperanti e fare di Genova l’avamposto di una grande controffensiva operaia”.
Il sindaco risponde che fare il capopopolo è troppo facile. E sostiene che potrebbe mettersi alla testa delle lotte se avesse una robusta piattaforma programmatica.
Scusa Marco ma noi siamo gente semplice interpretiamo le tue parole come dire: se avessi intorno gente onesta, seria, e con i coglioni (passaci il francesismo) forse sarebbe diverso.
E comunque caro Revelli, sarebbe stato bello, ma non ti scordare che una parte dei lavoratori e i sindacalisti pensavano e hanno dichiarato che “volevano salvare il lavoro non cambiare l’Italia”.
Perché cambiarlo questo paese ci farebbe schifo?
Qualcuno sognava di tirarsi dietro tutta l’Italia!
Qualcuno strappa la tessera sindacale.
Fatto sta che ora dovranno arrivare duecento autobus nuovi in quattro anni, 4,3 milioni dal comune e altri 4 per coprire il rimanente buco.
Quello che ci chiediamo è: ma da dove verranno presi questi soldi?
Che interessi ci sono dietro? Non dimentichiamoci che abbiamo i biglietti per gli autobus più cari d’Italia e non ci meraviglieremmo se dopodomani aumentassero di nuovo.
Ettore Petrollini diceva “I poveri hanno pochi soldi ma sono tanti”
Il nostro timore, anzi certezza, è che è da li che si andranno a prendere.
Ora esce fuori un emendamento, presentato dal governo nella fantomatica legge di stabilità, che dovrebbe cambiare le cose e rendere più trasparente e responsabile la gestione delle aziende partecipate dalle amministrazioni locali.
Così Letta e il ministero dell’economia dicono che per le municipalizzate che chiuderanno con i bilanci in rosso, per due anni di seguito, queste vedranno i propri manager a rischio di licenziamento.
A rischio? Si va beh.

Che tristezza, che occasione persa! Ancora una volta.
18-31-16
Non sono i numeri che abbiamo giocato sperando di vincere un terno al lotto.
Sono i primi autobus che abbiamo visto ieri pomeriggio attraversando la città.
E meno male che noi avevamo un mezzo per poterla attraversare. Comprendiamo invece chi è stato costretto in questi giorni a non poter andare a trovare un parente dall’altro capo della città o a fare una visita in ospedale perché non aveva nessuno che lo accompagnasse.
Insomma comprensione massima a tutti quelli che questo disagio l’hanno vissuto sulla propria pelle e l’hanno subito, e che ieri vedendo un autobus hanno gridato…FINALMENTE.
Dobbiamo dire che era bellissimo vedere la gente che si stava aiutando una con l’altra, anche fermandosi all’angolo di una strada per caricare in macchina un perfetto sconosciuto. Anche questa, una forma di solidarietà e di mutuo aiuto ormai dimenticati.
Così come secondo noi era importante continuare e chiedere conto, finalmente una volta per tutte del perché, partendo proprio dai conti, e chiedendo conto, di sprechi, di stipendi troppo alti, dei soliti noti, dirigenti e politici.
Bisogna cominciare a farci le pulci e spedirci a casa uno con l’altro se quello che guadagniamo è troppo alto peraltro guadagnato con un impegno una passione e una professionalità a volte ridicola.
Sindacalisti chiaramente e spudoratamente schierati, nel loro lavoro di mediazione tra lavoratore e padrone, ormai non dalla parte del lavoratore, ma a tutela, quasi sempre del padrone di turno.
In tutta questa situazione l’ago della bilancia avremmo dovuto essere noi.
E invece, anche se abbiamo provato e sperato fino alla fine, non siamo stati in grado di sostenere questa lotta che doveva avere più tempo per andare alla radice del problema e per fare in modo che fungesse da scintilla contagiando altri settori ormai in crisi, anzi in agonia sia a livello locale che nazionale.
Non siamo stati capaci di essere cassa di risonanza sostenendo queste lotte per i diritti fondamentali.
Non lo è stato nessuno.
La città si sarebbe dovuta far sentire.
Le due società di calcio cittadine avrebbero potuto sospendere le partite, ci avrebbero rimesso dei soldi è vero, ci sono dei contratti da rispettare, è vero, ma avrebbero dimostrato così facendo di essere attenti, di sostenere, e di togliersi così anche dal ruolo di grimaldello.
Caso vuole che si sia arrivati ad un accordo nel fine settimana.
Le banche, ma da loro non ce lo aspettiamo (figuriamoci dal governo centrale che avrebbe potuto semmai intercedere) avrebbero potuto rimandare eventuali rate del mutuo per chi ne sta pagando uno.
E quelli che hanno dato in affitto una casa avrebbero potuto rinunciare ad un mese o due.
E così via. E così via. E così via.
Siamo dei sognatori?
Si!
I piedi in terra e gli occhi al cielo.
Se ci fosse stato questo clima siamo sicuri che si sarebbe arrivati ad un accordo?
E che ci si sarebbe arrivati in questo modo?
Certo qualcuno ci dirà che non si può fermare un paese, un’economia.
No infatti, possiamo metterci tutti nelle mani di un potere economico che ci distruggerà piano, piano.
Che cosa sono ormai i diritti fondamentali della persona, casa, scuola, sanità?
Quello che speriamo è che le anime vibranti di questa vecchia, stanca ma splendidamente viva città, da oggi, ricomincino a camminare insieme. Centri sociali, Comunità, Cooperative sociali, Anarchici, ecc. e tutti quelli che ne sentono la necessità, si riparlino si incontrino si ricaccino in prima linea attivamente.
Chiudiamo dicendo che abbiamo paura di dire queste cose, abbiamo dei dubbi, non vogliamo insegnare nulla a nessuno.
Vogliamo però sentirci vivi e protagonisti, e non essere come l’impiegato o il bombarolo delle note canzoni.
Art. 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Libreria San Benedetto – La Lanterna Società Cooperativa Sociale ONLUS

“Siamo realisti, esigiamo l’impossibile”
Ernesto Guevara

 

Oggi siamo al quinto giorno di sciopero.
In questa città decadente e in sospensione, assopita e straordinariamente viva, cinica e terribilmente vibrante, sembra che tutto sia fermo, ma poi all’improvviso trovi tutto in moto, acceso e in movimento.
E’ arrivato, vogliamo credere, il momento di invertire la marcia e lo sanno bene i lavoratori di AMT che di retromarce se ne intendono visto il lavoro che fanno, buttati tutti i giorni sopra dei mostri di lamiera su gomma.
Ora sono fermi, incazzati, in movimento solo con le gambe che come si dice sono l’unica parte politica  del corpo.
Da tutte le parti si rivendicano le proprie ragioni ma da nessuna parte si sente fare autocritica.
Amt è un azienda municipalizzata che ha avuto sempre problemi,  le entrate rispetto ai costi sono sempre state sballate.
Come al solito in questi casi la responsabilità è di tutti a partire dalla politica che non ha saputo controllare, gestire, decidere e scegliere, ai dirigenti dell’azienda che hanno gestito sicuramente male creando un buco che ormai è una voragine, per incuria, inadempienza e interessi personali, e con questi non si può essere teneri o trovare semplici giustificazioni vanno, senza se e senza ma, mandati a casa; fino ai lavoratori, che se è vero che personale è politico, hanno le loro responsabilità.
Insomma tutti ci perdiamo e ci perdiamo nel momento in cui non siamo in grado di vedere che questa crisi di sistema era ed è inevitabile, dal momento che siamo attaccati, tutti, ai nostri privilegi.
La nostra speranza e il nostro impegno è nel quotidiano e da oggi dobbiamo provare a guardare in casa nostra,  per prima, perché se c’è uno spreco o se viviamo al di sopra delle nostre possibilità c’è sempre qualcuno che ci rimette.
Come sarebbe bello ricreare una cultura dove al centro c’è davvero la persona, e non soltanto un bieco ritorno individuale.
Noi siamo sempre dalla parte dei lavoratori, degli operai e per la difesa del carattere pubblico dei beni comuni.
Dobbiamo però invertire la rotta ripartendo dai nostri stili di vita altrimenti ci ritroveremo sempre di più ad essere affascinati da persone come Matteo Renzi in prima pagina su Vanity Fair e con il sogno di fare il conduttore televisivo.
E’ questo quello che sogniamo tutti noi?
Come ci piacerebbe che da Genova partisse un’eco, un impegno che coinvolgesse tutto il paese, affinché si possa dire basta a questa catastrofe, e ripartire.
E invece adesso pare si stia arrivando ad un accordo che anche in questo caso metterà d’accordo tutti.
Come è possibile se fino a poche ore fa si era tutti in disaccordo?
Non esistono soluzioni semplici a problemi complessi. Bisogna andare alla radice dei problemi.
Avremmo preferito che un accordo non ci fosse, bisogna rivoltare tutto un sistema, e stare attenti perché non se ne instauri un altro peggiore, dobbiamo partire dal quotidiano e dal fatto che ad ogni azione e ad ogni gesto della giornata si esprime un voto.
Non vogliamo e non possiamo ripercorrere storicamente quelle che sono le problematiche di aziende come Amt, Amiu, Aster, ci abbiamo provato ed è veramente difficile siamo però pronti, anche con i nostri limiti a provare ogni giorno ad essere presenti e partecipare per un cambiamento che deve essere possibile. Abbiamo deciso in questi giorni, incastrando con i nostri impegni lavorativi, di partecipare alle manifestazioni, agli incontri. Siamo stati alla sala chiamata in comune per strada.
Vogliamo rimarcarlo con forza siamo e saremo sempre dalla parte dei lavoratori, degli operai, per la difesa dei beni comuni che devono rimanere pubblici.

“Siamo realisti, esigiamo l’impossibile”
           Ernesto Guevara

Libreria San Benedetto – La Lanterna Società Cooperativa Sociale ONLUS

Di seguito alcune sensazioni raccolte qua e la in questi giorni

“Da almeno 40 anni non assistevamo ad una protesta così “unificata”. Genova, ora, è lotta e partecipazione, al tempo stesso. Finalmente sta accadendo qualcosa di nuovo”.
                                                                                                                                 Vera

“Il primo vero sciopero”
                                               Michele B.

“Non ho parole….siamo nella palude e non ne usciamo – il capitalismo è di merda e stop”
                                                                                                                     
                                                                                                                                 Giulia

“I sacrifici i lavoratori AMT li hanno già fatti mesi fa ma gli altri soggetti cosa hanno fatto”

                                                                                                          Cesare

“Siamo solidali ai lavoratori dell’AMT, speriamo che loro lo siano con noi poveri studenti squattrinati!
Finalmente uno sciopero come si deve e non all’italiana”.

                                                                                              Sara e Cavo

“Da italiano, dico che era ora dopo anni di solo parlare senza risolvere nulla, ora spero per tutti: operai, commercianti, e tutte le categorie lavorative che cambi qualcosa, anzi deve assolutamente cambiare per il bene di tutto il popolo”.

                                                                                                          Guido B.

“La speranza che da Genova ripartano le lotte sociali…..al tempo stesso di essere seduta su una bomba che sta per esplodere: Amt, Amiu, Compagnia unica, ferrotramvieri.

                                                                                                          Maga


“Il punto centrale è la difesa del carattere pubblico dei servizi: di trasporto urbano, di raccolta rifiuti, di manutenzione giardini.
I dipendenti AMT con la loro lotta che sta comportando rischi e sacrifici (almeno una mensilità persa, possibili denunce ecc.) hanno reso centrale la privatizzazione dei servizi e beni pubblici.
Nello specifico i dipendenti AMT richiamano il fatto:

  1. di aver rispettato l’accordo del maggio 2013 con il comune, autoriducendosi stipendi e ferie.
  2. Che il comune è invece inadempiente: infatti non ha proceduto alla patrimonializzazione di Amt tramite non soldi ma il “conferimento” di un bene immobiliare comunale.
  3.  Che il fondo nazionale trasporti è stato tagliato mettendo a rischio gli stipendi di tutti i dipendenti del trasporto locale di tutte le città.

Ognuno può avere una sua opinione sui metodi e modi di questa lotta, sui limiti della categoria ecc. però è opportuno aver bene in mente che il carattere pubblico dei servizi non è faccenda solo dei “tranvieri”, ma di tutti i cittadini e questo soprattutto in un momento in cui la privatizzazione dei beni pubblici conosce un’accelerazione (vedi recenti provvedimenti del Governo tra cui la vendita di quote Fincantieri).
Censura dei media nazionale. Perché?

                                                                                                          Giuliano

Il problema non è la privatizzazione in sé ma le modalità con cui avviene. I rischi sono i soliti: che AMT venga divisa in una "bad company" che rimarrebbe comunale e sulla quale graverebbe il debito, e una "good company" titolare dei mezzi e dei servizi da vendersi, o magari Svendersi..
Altro problema è quale sarà il futuro dei lavoratori, quali garanzie avranno o non avranno, e se e come il servizio dato ai cittadini subirà modifiche..
Doria dovrebbe rispondere a queste questioni, e vincolare a precise condizioni a tutela del servizio e del lavoro ogni eventuale privatizzazione..

Guido..

Vi invitiamo alla presentazione del libro "Io sono il momento"
di Marinella Gennari
per i dettagli cliccare sulla locandina

 

 

Grazie a tutti per il sostegno che ci avete dato comprando un biglietto della "RIFFA"
L'estrazione di sabato 5 gennaio 2013 ha visto come primo premio sulla ruota di Genova il numero 25, come secondo il numero 70 e come terzo il numero 6
Clicca qui per i dettagli

 

 

SABATO 1 DICEMBRE 2012 E' MANCATO, IMPROVVISAMENTE, IL COMPAGNO DOMENICO BOZZO COSTA CATALDI. LIBRAIO LIBERTARIO.
Ideatore della Libreria San Benedetto e, insieme ad altri, del Negozio Bottega Ciacchi e del Banchetto di Sestri.
ciao Chicco

 

 

Don Gallo

presenta inseme a noi il suo ultimo libro

per le info clicca sulla locandina


 

 

Giovanni Impastato

sarà a Genova Giovedì 15 novembre

per tutte le info clicca sulla locandina

 

la "Riffa"
lotteria con 3 premi che verranno assegnati
ai primi tre numeri estratti sulla ruota di Genova
sabato 5 gennaio 2013
Per i dettagli cliccare sulla locandina


 

 

Vi informiamo che venerdì 21 Settembre alle 17.30
ci sarà l'inaugurazione della Libreria San Benedetto
nei nuovi locali di via donizetti 75r - sestri ponente

per i dettagli cliccare sulla locandina

 

 


Avvisiamo la gentile clientela che dal
1° gennaio 2012 la sede della Libreria San Benedetto si è trasferita nei due punti vendita di Sestri Ponente
in Via Donizetti 75/r (ad. Via Ciro Menotti)
e con il banco amb. in Piazza Tazzoli
il nostro nuovo numero telefonico è 010 6148849

 

Comunità San Benedetto
Cooperativa La Lanterna Onlus
Servizio Librario

Vogliamo ricordare ai nostri clienti e simpatizzanti che procede il servizio di raccolta libri usati per coloro che desiderano farne donazione
Telefonateci o inviateci una e-mail
siamo a vostra disposizione
010 6148849
coopsoclanterna@infinito.it

 

NOVITA' LIBRI
Clicca qui per visionare l'elenco aggiornato dei libri in vendita e quelli presentati nella nostra libreria

Clicca qui per visionare i libri di don Andrea Gallo in vendita

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AREE DI ATTIVITA' visualizza la locandina

AREE DI ATTIVITA' visualizza tutti gli eventi


IL VIDEO
Visita alla libreria San Benedetto ed al negozio “Ciacchi”.

Nati dalla Comunità San Benedetto al Porto fondata da don Andrea Gallo, situati nel centro storico di Genova, la libreria ed il negozio danno lavoro a persone che prevalentemente provengono da situazioni di disagio. Alcuni dipendenti e don Gallo raccontano la propria storia e descrivono l’attività delle due realtà. E’ anche un invito rivolto alla gente ad acquistare i libri ed i vestiti per una solidarietà liberatrice.

AREE DI ATTIVITA' Clicca qui per vedere il video



STORIA DELLA COOPERATIVA
Sin dagli inizi la Comunità di San Benedetto al Porto, sorta sul principio e valore della corresponsabilità, ha evidenziato l'obiettivo dell'autonomia e dell'autogestione, nella considerazione che il cosiddetto recupero e reinserimento debba essere attraversato dal lavoro e dalla casa. L'elaborazione di questi concetti fu anche un contributo della Comunità alla Conferenza Internazionale di Jesolo Lido nel settembre 1981 (Progetto FSE) su "Funzioni e Modelli organizzativi delle Comunità per Tossicodipendenti in vista della Formazione e riqualificazione professionale".

Fu naturale quindi che l'esperienza della Comunità accogliesse subito la Legge 381/91 che si pone l'obiettivo di attuare concrete azioni per favorire l'inserimento lavorativo delle persone svantaggiate. Infatti la Cooperativa Sociale di Solidarietà LA LANTERNA a r.l. si costituisce l'11.12.1992 e dopo un periodo di ricerca e adattamento locali, nel marzo 1997 inizia la sua esperienza con il Laboratorio di Tipolitografia, in via Amba Alagi 6 r. Assorbe così il laboratorio di tipografia sorto in Comunità nel 1976, prevede e si propone di riunire gli altri laboratori esistenti e di inserire il Servizio Librario, sorto nel 1988 per l'iniziativa del dottor Domenico Bozzo Costa Cataldi.

Successivamente prende avvio il Laboratorio Informatico bassa soglia, per persone tossicodipendenti inviate dai Ser.T alla Comunità di San Benedetto e nel 2001 inizia un'esperienza di logistica a Cusano Milanino. Nel 2002 vengono inseriti il negozio Ciacchi ed il Servizio Librario San Benedetto. Nel 2003, il ramo d'azienda della tipolitografia è stato concesso in affitto, dal 1° marzo del 2003 con un contratto quinquennale, alle Edizioni "O Caroggio" s.a.s., di Arenzano (Ge), che oltre ad assicurare un flusso costante di ordinativi per esigenze interne, ha capacità gestionali e commerciali atte a garantire un positivo sviluppo della stessa. Nella RETE 501 bis, che ha assorbito le leggi 216 e 285 finalizzate a garantire ai giovani percorsi educativi e di inserimento sociale, la Cooperativa, subentrata alla Comunità San Benedetto, ha avviato attività, in collaborazione con la Cooperativa Sociale La Salle. In particolare si cita il Progetto "Il gioco tra Conoscenza e Bellezza - Laboratorio educativo e formativo" rivolto alle classi elementari, che intende il gioco come curiosità che stimola allo scambio di emozioni, opinioni, educazione alle diverse forme pittoriche ed architettoniche. Da questi progetti, nacque, pubblicate dalla tipolitografia della Cooperativa, una raccolta di testimonianze dei ragazzi immigrati contenute in "Diario di Strada".

Nel 2005, a seguito delle modifiche statutarie conseguenti al d.l. 6/2003 e all'ampliamento dell'oggetto sociale, con atto notarile del 16 marzo 2005 la Cooperativa ha precisato la denominazione sociale in : "LA LANTERNA società cooperativa sociale onlus" .

Attualmente la Cooperativa gestisce:

1. La Libreria San Benedetto
Ha sede in Via Donizetti 75r ma inizia la sua attività a Genova, salita S. Caterina 1/1, grazie alla disponibilità generosa dei proprietari. Ha iniziato la sua attività per l'iniziativa del dottor Domenico Bozzo Costa Cataldi. I locali sono destinati alla vendita di libri antichi, usati e nuovi fuori catalogo, politica, sociologia, storia, filosofia, diritto, d'arte, romanzi, libri in lingua francese, tedesca, inglese, musica, cinema, fotografia, riviste d'epoca, dischi a 78, 45, 33 giri, tante curiosità per grandi e piccini oltre ad articoli per collezionisti. Particolare attenzione è rivolta alla piccola editoria che comprende anche testi per ragazzi. La sala "Carla Bozzo Costa" è a disposizione per incontri, presentazione libri, gruppi di formazione, seminari, incontri e dibattiti. Con il Servizio Librario San Benedetto intende promuovere la "cultura del libro" con eventi di approfondimento e dibattiti rivolti alla città. Il Servizio Librario quindi costituisce una sperimentazione innovativa in termini di strumenti, obiettivi e aree di intervento. Vi è all'interno delle nostre piccole realtà una costante moltiplicazioni di segni, messaggi, azioni, desideri, che è la nostra ricchezza e che è propositiva per un lavoro di consapevolezza, che prepara all'esercizio intellettivo e allo sviluppo del pensiero.

2. Il Negozio-bottega "CIACCHI" in Genova, via Posta Vecchia, 23, 25,27 r. Tel.3455923993
E' stato ristrutturato con il contributo di BIC Liguria. Il negozio, che ha iniziato la sua attività nel 1980 come laboratorio di pelletteria, vende abbigliamento usato per donna, uomo e bambino, a prezzi imbattibili, compresi gli abiti "da sera", da sposa e da battesimo, pellicce, borse, ottima lana per sferruzzare. Nell'annesso laboratorio c.n. 27 r. si eseguono riparazioni e lavori di piccola sartoria.

3. La "Vendita ambulante"
con il banco promozionale in Piazza Tazzoli a Sestri e la presenza a fiere e mercati.


 
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